• Clelia Palanza

Giornata mondiale dell'epatite: aumentare la consapevolezza e la comprensione dell'epatite virale

In Europa ci sono circa 4,7 milioni di casi conclamati di infezione da #Epatite B (HBV) e 3,9 da Epatite C (HCV). Si ipotizza però che questi numeri siano sottostimati perchè molte persone affette da epatite B o C non hanno alcun sintomo e quindi la patologia non viene diagnosticata. Purtroppo però, se non trattata, l'infezione cronica da epatite B o C può, da un lato contagiare altri individui e dall'altro evolvere in #cirrosi epatica o #cancro.


Il recente rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), "Monitoraggio delle risposte alle epidemie di epatite B e C nei paesi dell'UE/SEE - Dati 2020" ha rilevato che solo otto paesi sono stati in grado di stimare con un buon grado di precisione la percentuale di persone con diagnosi di epatite. Tra questi paesi, solo la metà ha raggiunto l'obiettivo di sottoporre a screening almeno il 50% della popolazione.


Al fine di ottenere un numero più elevato di diagnosi è importante garantire che i test siano disponibili su larga scala e facilmente accessibili, migliorando il sistema attualmente in uso.

La pandemia di COVID-19 ha avuto un forte impatto negativo sui servizi pubblici dedicati allo screening dell'epatite in tutta Europa, sia per la vaccinazione che per la diagnosi e per la cura con una riduzione delle segnalazioni di nuovi casi dal 2020 ad oggi.


Non dobbiamo infatti dimenticare che per evitare di contrarre l'epatite B è fondamentale la vaccinazione che può anche essere ripetuta in età adulta qualora il titolo anticorpale risulti basso facendo un controllo ematologico. Per l'epatite C invece è disponibile una cura efficace. Non deve spaventare l'idea di sottoporsi a screening perchè affrontare il problema nelle fasi iniziali, anche se senza sintomi, è la chiave per evitare un aggravamento.


LEGGI IL REPORT ECDC

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